Petizioni Linux
Raccolta di petizioni per la diffusione di linux:
Liberasw
Si tratta di una iniziativa, lanciata da Renzo Davoli, per la liberalizzazione del software preinstallato sui PC. Si tratta di una proposta di liberalizzazione rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e ai suoi collaboratori. Per sostenerla è stata lanciata anche una petizione, che vi invito a firmare e da cui riporto questo estratto:
Occorre una legge che contenga le seguenti norme:
1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell’hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d’uso del software eventualmente in dotazione.
2) È consentito all’utente di rinunciare all’acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell’hardware.
3) Il prezzo indicato per la licenza d’uso del software deve essere realistico. Più precisamente, dalla proposta: È consentito altresì a sole aziende che costruiscono o assemblano computer (non a privati) l’acquisizione della sola licenza d’uso al prezzo indicato per la licenza stessa in offerte pubbliche al più incrementato del 30% e per un numero minimo di 30 copie o comunque di 30 volte il quantitativo offerto se si tratta di offerte per la vendita congiunta di più elaboratori corredati di software.
Un’altra interessante introduzione alla questione è stata scritta in aprile da OpenLinux.eu.
Linux nella pubblica amministrazione
Come si è visto, le petizioni hanno un certo valore. Con una petizione, si è riusciti a togliere la tassa sulle ricariche telefoniche, risistemare le tariffe adsl di Telecom… e allora perchè non cercare di diffondere linux anche nella Pubblica Amministrazione italiana?
Sicuramente, si andrà ad installare un software di qualità, migliore dell’attuale Windows, e non va dimenticato l’evidente risparmio per l’intera nazione.
Sul sito dei promotori della petizione si legge:
Ogni anno la Pubblica Amministrazione spende ingenti somme (36 MILIONI DI EURO solo nel 2006) per l’acquisto delle LICENZE MICROSOFT da installare nei pc degli uffici, delle scuole e delle università. Soldi provenienti DALLE NOSTRE TASSE e che potrebbero essere risparmiati senza problemi, utilizzando programmi “Open Source”, analoghi a quelli già in uso ma COMPLETAMENTE FREE, come Linux.
Era già stato proposto durante la campagna elettorale dai Verdi e la RosaNelPugno, ma non ancora realizzato. Probabilmente, con uno stimolo da parte nostra si accellerano le procedure.
Se siete intenzionati a sostenere la petizione, potete fare una firma a questo indirizzo http://www.petitiononline.com/ForLinux/petition.html
Linux nelle scuole italiane:
Linux e’ una piattaforma libera ed OpenSource, tanti sono i motivi per passare a linux in campo scolastico, cio’ che fa shockare sono i Prezzi
E’ gratuito, e questo non e’ poco. Per installare in una scuola il software proprietario, bisogna pagare la licenza del sistema operativo, la suite di ufficio, e la manutenzione.
I primi due citati, sembrano non avere un peso, ma andiamo a fare qualche calcolo . Il software proprietario che andiamo ad analizzare e’ Windows XP:
- Solo il sistema operativo Microsoft Windows XP Home costa 285€ (104€ OEM);
- Se invece si usa Microsoft Windows XP Professional, viene a costare 427€ (169€ OEM);
- La suite Microsoft Office XP Professional costa 840€ (357€ OEM);
Costo minimo di un computer monitor escluso 450€ circa;
Quindi il costo medio di un computer con Windows e la suite Office oscilla dai 1.400 1.500 euro, facciamo caso che una scuola vuole comprare 25 computer, il costo sarebbe 25 x 1.500 = 37.500€ circa.
Certo, e’ possibile anche risparmiare, cercando scorciatoie per l’ “uso scolastico”, ma non si va sotto i 2o.ooo€, assistenza esclusa. I prezzi riportati non comprendono un serivizio di
assistenza remota.
L’utilizzo del software proprietario, fa si che lo studente, impara solamente ad utilizzare un computer Microsoft, quindi il suo sapere informatico dipende da una ditta.
I vecchi computer possono essere utilizzati anche con le ultime versioni delle distribuzioni Linux perche’ sono fatte appositamente per fuznionare su tutti i computer.
Si possono utilizzare diverse applicazioni per raggiungere lo stesso risultato
Tutto cio’ che si puo’ fare a scuola, con Linux si puo’ fare anche a casa in modo legale e gratuito, senza che lo studente sia costretto a comprare il software per seguire le lezioni.
E’ piu’ sicuro, perche’? Perche’ il codice sorgente puo’ essere visualizzato da chiunque, e quindi chi trova un bug, errore, puo’ riportare il bug. Cosa che con il Software proprietario non si puo’ fare poiche’ non si puo’ vedere il codice sorgente.
Tutto cio’ che fai con Windows lo fai con Linux.
Questa e’ una cosa fondamentale. Molti infatti pensano che una volta installato Linux non hanno i programmi.
Andiamo ad esplorare i programmi di base per Linux
Suite di uffico per Linux, OpenOffice.org, identico a Microsoft Office , che e’ distribuita con una licenza libera, quindi gratuita,e’ compatibile con i formati Microsoft Office®. Può essere scaricato gratuitamente da Internet.
Browser per Linux, Mozzilla FireFox, migliore rispetto ad IExplorer, puo’ essere scaricato gratuitamente da internet, anche questo sotto licenza libera. Dopo 7 giorni dalla prima relase, sono passati da IExplorer a FireFox 5 milioni di utenti.
E molti altri software liberi con codice sorgente aperto.
La maggior parte dei software sono gratis, e scaricabili via internet.
La lista ancora non finisce qui.
Un consiglio che do alle scuole e’ passate a Linux, e fate avanzare il Software Libero.
NO to the Microsoft Office format as an ISO standard
I ask the national members of ISO to vote “NO” in the ballot of ISO DIS 29500 (Office OpenXML or OOXML format) for the following reasons:
1. There is already a standard ISO26300 named Open Document Format (ODF): a dual standard adds costs, uncertainty and confusion to industry, government and citizens;
2. There is no provable implementation of the OOXML specification: Microsoft Office 2007 produces a special version of OOXML, not a file format which complies with the OOXML specification;
3. There is information missing from the specification document, for example how to do a autoSpaceLikeWord95 or useWord97LineBreakRules;
4. More than 10% of the examples mentioned in the proposed standard do not validate as XML;
5. There is no guarantee that anybody can write software that fully or partially implements the OOXML specification without being liable to patent lawsuits or patent license fees by Microsoft;
6. This format conflicts with existing ISO standards, such as ISO 8601 (Representation of dates and times), ISO 639 (Codes for the Representation of Names and Languages) or ISO/IEC 10118-3 (cryptographic hash);
7. There is a bug in the spreadsheet file format which forbids any date before the year 1900: such bugs affect the OOXML specification as well as software applications like Microsoft Excel 2000, XP, 2003 and 2007.
8. This standard proposal was not created by bringing together the experience and expertise of all interested parties (such as the producers, sellers, buyers, users and regulators), but by Microsoft alone.
iTunes on Linux Petition
petizione per chiedere ad Apple di supportare appieno i suoi lettori mp3 anche a chi non usa software Microsoft o Apple:
To: Apple Computer, Inc.
Currently, the iTunes Music Store is only accessible from Windows/MacOS-based Systems. As Apple seems to be open-source-friendly, we would really like to see a native Linux port of the iTunes application.
I really think there are people who use Linux and who would like to buy songs or listen to DAAP-streams via iTunes, but right now there are no (or only insufficient) solutions for that.
So, please port iTunes to Linux!
Anti Gentiloni Divide
Dal sito di Beppe Grillo
I cittadini italiani ed europei, CHIEDONO alla Commissione Europea
Che alla gara indetta dal Ministero delle Comunicazioni, con riferimento al decreto del 2 ottobre 2007, avente come oggetto l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze per sistemi Broadband Wireless Access (BWA) nella banda 3.4 – 3.6 GHz, non possano partecipare operatori già detentori di frequenze BWA, nello specifico gli operatori UMTS.
Per il WiMax, la tecnologia che consente l’accesso a Internet anche a 50 chilometri di distanza e con costi di impianto molto bassi che dovrebbe risolvere il problema dell’ultimo miglio, Paolo Gentiloni ha avuto un’intuizione straordinaria: chi meglio dei responsabili del nostro digital divide può risolvere il problema del digital divide?
Dopo un rapido consulto con Telecom, Vodafone, H3G e Wind ha deciso di farli partecipare al bando. “Per incrementare la competizione nelle telecomunicazioni” ha spiegato …
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I 36 milioni di Euro riguardano nel 2006 solo la PA locale, e cioè Comuni, Regioni, Province e comunità montane.
Sono esclusi dal conteggio quelli della PA centrale, sommando i quali si arriverebbe a un centinaio di milioni
Saluti
Commento di Vincenzo Patruno — Aprile 4, 2008 #